Casella di testo: Vi  sono  pagine  della  Storia d'Italia che si leggono con entusiasmo, altre vorremmo stracciarle, col desiderio che non fossero mai state scritte.   
                                                                     Giosuè Carducci


Qualche  storico chiama "il secolo dei lupi neri"  il  1700, quando  all'esaltante  esperienza  dell'Illuminismo,  un  assurdo potere  temporale  si oppose alla ragione, e uomini di  culto  si scagliarono con inaudita malvagità contro gli universali  diritti dell'Uomo.  Erano  anni di fermento:  i fratelli Montgolfier  invitavano il Re di Francia ad osservare la Terra dall'alto del loro  pallone, Vittorio Alfieri rappresentava in Europa le sue Tragedie,  il filosofo   Mendelssohn  asseriva  di  aver  raggiunto  la   prova dell'Esistenza  di Dio, Kant pubblicava "La critica  alla  ragion pura",  Watt mostrava ai tecnici una macchina a vapore, a  Londra nasceva il "Times", il marchese de Sade dava alle stampe "Giustina,  o le disgrazie della virtù", la Chiesa annunciava una  nuova preghiera e invitava i fedeli a meditare sulle piaghe inferte  al divin  Maestro recitando "Eccomi, o mio amato e buon  Gesù,  prostrato vi prego...". 
Sulle  navi  provenienti  dall'Africa   battenti    bandiera cristiana  venivano condotti in Europa 35 milioni di schiavi.  Ma solo la metà giungevano vivi, gli altri 18 milioni morivano  di sete di fame  o uccisi dalla frusta dei carnefici. Quell'olocausto  non viene ricordato sui libri di storia, ed in Europa non sollevò commozione alcuna, perché i morti erano  "infedeli",  e quindi considerati fuori dal consorzio umano. 
In tre anni otto milioni di donne circasse furono  importate dalla Russia per i piaceri degli aristocratici, e tre milioni  di seguaci di altre credenze religiose furono massacrati per ordine del Tribunale dell'Inquisizione, o dalle crociate antieretiche,  scatenate a ridosso delle Alpi,  in Piemonte, sui contrafforti della Svizzera, in  Germania od in Francia. 
La  storia del nostro Tricolore  inizia da  quel passato, quando la nostra Penisola  appariva ancora come un rissoso  ammasso di governi i cui confini erano stati segnati dal “Secolo dei lupi neri". 
Una discutibile oligarchia opprimeva il popolo   infliggendo atrocità  inaudite , il più delle volte gratuite  e  pretestuose, inferte al solo scopo di manifestare un’ assurda supremazia. A chi invocava  giustizia  si  rispondeva  con  ritorsioni, talvolta in nome di Cristo,  usando una raccapricciante antologia di truci  violenze, tutti episodi  dimenticati dai libri di storia e   dai diversi despoti della cultura, da sempre servili corollari delle forze di governo del momento.
Il Tricolore nacque dal sangue di due ragazzi generosi,  che volevano contrapporre allo sfascio , quei diritti dell'uomo  oggi universalmente  riconosciuti.  Ed oggi,  come promessa  agli  ideali  di ieri,    il Tricolore è, e deve rimanere vessillo di  pace,  di  serenità,  di speranza.  E'  stato l'ideale che ha guidato  gli  italiani  alla fratellanza, è stato il drappo che ha acceso i sogni nei momenti  più  oscuri,  contrapponendo al "Secolo dei  lupi  neri",  la dignità dell’uomo. Gente italica,  operai, artisti, lavoratori, maestri, tecnici, contadini, donne e ragazzi,  che nel Verde Bianco e Rosso hanno  identificato  la  libertà dell'italiana gente, l'onore  della  patria, l'amore verso la propria terra.
Con sospetto, a volte con derisione, anche con paura,  in quel tempo guardavano alla Francia il Piemonte, vicino confinante; la Lombardia, sempre  attenta alla politica internazionale; il Veneto,  ansioso di scrollarsi dalle spalle le gravose ed ingiuste oppressioni austriache; la Toscana e la Romagna sempre pronte  ad  assaporare nel  nuovo, lo stimolo per un sostanziale rinnovamento  contro  i governi che incombevano con restrizioni e tributi insopportabili. 
Bologna era sotto la dominazione pontificia, un giogo pesante  a  causa delle tasse imposte alla popolazione, per  le  leggi discriminatorie, ed oppressive. La vita quotidiana era  disciplinata da schemi arbitrari, severi, dove tutto era vietato, e  solo ad un certo tipo di aristocrazia o di clero ero consentito  accedervi.  
Il  potere  temporale della Chiesa,  guidato  da  complicate alleanze politiche ed aggrovigliati interessi economici di origine  medioevale,  usava la mano pesante per soffocare i  gesti  di libertà, ed applicava le crudeli regole dell' intransigenza.   La forca non conosceva sosta, ed anche un minimo sospetto era sufficiente  per stroncare sul patibolo la vita di chiunque, una  vita  condannata  a perire da un tribunale che pur non avendo le  estrazioni  di quello spagnolo, aveva appreso da Torquemada  tutte  le più raffinate regole del terrore. Il boia era un mestiere  lucroso, ultima promozione di una complessa gerarchia burocratica.

Queste pagine svelano ciò che mai è stato detto, affiorano misteri sconcertanti, e mettono a fuoco falsità imbastite  per trarre profitti. Capirete il significato allegorico che sta nei colori della nostra Bandiera,   quanto essa  deve vivere nei cuori di noi italiani e segnare un nuovo Risorgimento di entusiasmo, di morale, di dignità, di benessere, di amor di Patria, di tolleranza e di fiducia.

La prima Coccarda Tricolore Italiana ideata da 

Giovanni Battista De Rolandis di Castell’Alfero

e Luigi Zamboni di Bologna

Casella di testo: ORIGINE  DEL
 TRICOLORE
Casella di testo:  L’ origine del nostro Tricolore affonda nel sangue di una feroce repressione, scatenata dal timore che gli effetti della Rivoluzione Francese si estendessero anche nelle contrade italiane.

Presi dal terrore di perdere facoltà acquisite in epoca feudale, per eredità o per sopruso,  uomini di culto e di potere si resero autori di efferati delitti, raccapriccianti crudeltà, atrocità spietate, belluine azioni contro Dio ed  il popolo. 

Ne conseguì una progressiva sollevazione contro questa indegna tirannide che sfociò nella creazione di una nuova Italia  indipendente, unita, forgiata da quel grande movimento rinnovatore che fu il Risorgimento.

I primi passi dell’ unità della nostra Penisola avvennero a Bologna sul finire del 1700, ad opera di due studenti che pagarono con  la vita questo loro sacro ideale. 

Le  pagine che leggerete  sono dedicate a loro, perché nei momenti oscuri,  ogni cittadino abbia la possibilità di credere nei valori della nostra Bandiera, unico simbolo universale della nostra  italianità. 

Questa è una vicenda rigorosamente vissuta. Tanto vera quanto 
esaltante e  poco nota.  E ne capirete il motivo.

Analisi storica

Luigi

Zamboni

Tomàs de

Torquemada

Cristophe Antoine

Saliceti

Giovanni Battista

De Rolandis

Napoleone consegna

il Tricolore

Casella di testo: redazione, commenti ed interventi:
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